Passignano sul Trasimeno, Assisi, San Giustino e Marsciano sono i quattro comuni dell’Umbria entrati nella classifica dei “top 100” dei “borghi più felici d’Italia”, stilata sulla base di una indagine pubblicata oggi dal Sole 24 Ore. Si tratta di un risultato positivo, si sottolinea da Palazzo Donini, visto che in un contesto dove prevalgono le realtà del Nord Est, della Lombardia e della Toscana, l’Umbria vede ben 4 comuni nei primi 100 d’Italia per benessere. In particolare, Passignano sul Trasimeno è al 19esimo posto, Assisi al 24esimo, San Giustino è 55 esimo e Marsciano 78 esimo.
L’indagine è stata realizzata dal Centro studi Sintesi e, sulla base di statistiche provenienti dalle varie fonti disponibili, prova a misurare quale sia il “borgo più felice d’Italia”, ovvero il comune italiano con popolazione superiore a 3 mila abitanti dove “si vive meglio”. In questa ricerca si delinea una “classifica” del benessere che vede ai primi posti le realtà del Nord Est ed in particolare del Triveneto.
L’analisi s’inserisce nel filone di ricerca che tende a misurare il benessere andando “Oltre il Pil” (Prodotto interno lordo, un indicatore basato soprattutto sul reddito) sostituendolo con il “Bil” (benessere interno lordo), nel quale trova spazio la multidimensionalità del concetto di benessere e di felicità. Essa è stata condotta attraverso la sintesi di 49 indicatori, suddivisi in 8 aree tematiche condizioni di vita materiali; istruzione e cultura; partecipazione alla vita politica; in/sicurezza; ambiente; attività personali e salute.
È un dato che si rafforza e trova conferma da un’altra ricerca, pubblicata recentemente da Fondazione Impresa, relativa all’indice di “Green economy”, sintesi di 21 indicatori relativi ai settori energia, agricoltura biologica, imprese e prodotti, trasporti, edilizia, rifiuti e turismo sostenibile, nella quale l’Umbria si colloca al quarto posto, quindi tra le regioni più “green” d’Italia, dietro Trentino, Basilicata e Friuli, precedendo Veneto e Piemonte.
Pur se queste classifiche vanno valutate sempre con una certa prudenza, si rileva, da queste ricerche emerge un’Umbria che declina nella modernità il suo continuare ad essere “cuore verde d’Italia”, restando all’avanguardia sul versante del benessere inteso in un’accezione più ampia e complessa della sola produzione di beni e di servizi, e accelerando nel processo strategico di riconversione del modello di sviluppo verso l’ecosostenibilità e l’economia della conoscenza che interessa tutte le regioni italiane ed europee.
(agenzia umbria notizie)
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Questo articolo è stato pubblicato il lunedì, 6 giugno 2011 alle 17:43 e classificato in Gusto & Benessere. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
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